LEGISLAZIONE INTERNAZIONALE
 



Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
adottata dall' Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948
 
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo fu proclamata nel 1948 dall'Assemblea Generale, ed era considerata come il primo passo nella formulazione di una futura "carta internazionale dei diritti dell'uomo", il cui valore fosse sia giuridico che morale.
In questo senso, nel 1966 vennero adottati i Patti Internazionali sui Diritti dell’Uomo.
Il testo ufficiale della Dichiarazione è redatto nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioè il cinese, francese, inglese. russa e spagnola. Il testo usato qui di seguito è quello approvato dal governo Italiano.
 
Preambolo
Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana, e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo
Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli essere umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo;
Considerato che è indispensabile che i diritti dell'uomo siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione;
Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;
Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'eguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, e hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà.
Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite te, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;
Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;
 
l'Assemblea Generale proclama la presente
 
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO
come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni; al fine che ogni individuo ed ogni organo della società avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

  • Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
  • Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza limitazione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità
  • Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
  • Articolo 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù: la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
  • Articolo 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.
  • Articolo 6
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.
  • Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.
  • Articolo 8
Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali nazionali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.
  • Articolo 9
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.
  • Articolo 10
Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.
  • Articolo 11
Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa. Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetrato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena Superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.
  • Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
  • Articolo 13
Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.
  • Articolo 14
Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.
  • Articolo 15
Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.
  • Articolo 16
Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.
  • Articolo 17
Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.
  • Articolo 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.
  • Articolo 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
  • Articolo 20
Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica. Nessuno può essere costretto a far parte di un' associazione.
  • Articolo 21
Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. Ogni individuo ha il diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese. La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.
  • Articolo 22
Ogni individuo, in quanto membro della società ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.
  • Articolo 23
Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale Lavoro. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata se necessario, da altri mezzi di protezione sociale. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
  • Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.
  • Articolo 25
Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà. La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della sua stessa protezione sociale.
  • Articolo 26
Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito. L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.
  • Articolo 27
Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, a godere delle arti e a partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.
  • Articolo 28
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.
  • Articolo 29
Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità. Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento ed il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica. Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite.
  • Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante a alla distruzione di alcuni dei diritti e delle libertà in essa enunciati.
 
 

 
Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli
La Carta di Algeri

 
Algeri, 4 luglio 1976
 
Proclamata da Lelio Basso ad Algeri il 4 luglio 1976, data simbolica in quanto duecentesimo anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza americana, stabilisce i diritti fondamentali dei popoli
  • all' esistenza,
  • alla autodeterminazione,
  • alle risorse,
  • alla cultura,
  • all'ambiente,
anticipando concetti e principi che successivamente saranno - almeno parzialmente - acquisiti dal Diritto internazionale.
 
Preambolo
Noi viviamo tempi di grandi speranze, ma anche di profonde inquietudini;
- tempi pieni di conflitti e di contraddizioni;
- tempi in cui le lotte di liberazione hanno fatto insorgere i popoli del mondo contro le strutture nazionali e internazionali dell'imperialismo e sono riusciti a rovesciare i sistemi coloniali;
Ma questi sono anche tempi di frustrazioni e di sconfitte, in cui nuove forme di imperialismo si manifestano per opprimere e sfruttare i popoli.
L'imperialismo, in forza di meccanismi e di interventi perfidi o brutali, con la complicità di governi spesso da esso stesso imposti, continua a dominare una parte del mondo.
Attraverso l'intervento diretto o indiretto, utilizzando le società multinazionali, appoggiandosi sulla corruzione delle polizie locali, prestando il suo aiuto a regimi militari fondati sulla repressione poliziesca, la tortura e la distruzione fisica dei suoi avversari, servendosi di tutte le strutture e attività alle quali è stato dato il nome di neo-colonialismo, l'imperialismo estende il suo controllo su molti popoli.
Coscienti di interpretare le aspirazioni della nostra epoca, ci siamo riuniti ad Algeri per proclamare che tutti i popoli del mondo hanno pari diritto alla libertà: il diritto di liberarsi da qualsiasi ingerenza straniera e di darsi il governo da essi stessi scelto, il diritto di lottare per la loro liberazione, nel caso fossero in condizioni di dipendenza, il diritto di essere assistiti nella loro lotta dagli altri popoli.
Convinti che il rispetto effettivo dei diritti dell'uomo implica il rispetto dei diritti dei popoli, abbiamo adottato la Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli.
Che tutti coloro che nel mondo conducono, a volte con le armi in pugno, la grande lotta per la libertà di tutti i popoli trovino in questa dichiarazione la conferma della legittimità della loro lotta.
 
SEZIONE I

 
DIRITTO ALL'ESISTENZA
  • Articolo 1
Ogni popolo ha diritto all'esistenza.
  • Articolo 2
Ogni popolo ha diritto al rispetto della propria identità nazionale e culturale.
  • Articolo 3
Ogni popolo ha il diritto di conservare pacificamente il proprio territorio e di ritornarvi in caso di espulsione.
  • Articolo 4
Nessuno, per ragioni di identità nazionale o culturale, può essere oggetto di massacro, di tortura, persecuzione, deportazione, espulsione, o essere sottoposto a condizioni di vita tali da compromettere l'identità o l'integrità del popolo a cui appartiene.
 
SEZIONE II

 
DIRITTO ALL'AUTODETERMINAZIONE POLITICA
  • Articolo 5
Ogni popolo ha il diritto imprescrittibile e inalienabile all'autodeterminazione. Esso decide il proprio statuto politico in piena libertà e senza alcuna ingerenza esterna.
  • Articolo 6
Ogni popolo ha il diritto di liberarsi da qualsiasi dominazione coloniale o straniera diretta o indiretta e da qualsiasi regime razzista.
  • Articolo 7
Ogni popolo ha il diritto a un governo democratico che rappresenti l'insieme dei cittadini, senza distinzione di razza, di sesso, di credenza o di colore e capace di assicurare il rispetto effettivo dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali per tutti.
 
SEZIONE III

 
DIRITTI ECONOMICI DEI POPOLI
  • Articolo 8
Ogni popolo ha il diritto esclusivo sulle proprie ricchezze e risorse naturali. Esso ha il diritto di rientrarne in possesso se ne è stato spogliato e di recuperare gli indennizzi pagati ingiustamente.
  • Articolo 9
Poiché il progresso scientifico e tecnico fa parte del patrimonio comune all'umanità, ogni popolo ha il diritto di parteciparvi.
  • Articolo 10
Ogni popolo ha diritto a che il proprio lavoro sia valutato giustamente e che gli scambi internazionali avvengano a condizioni paritarie ed eque.
  • Articolo 11
Ogni popolo ha il diritto di darsi il sistema economico e sociale da lui stesso scelto e di perseguire la propria via di sviluppo economico in piena libertà e senza ingerenze esterne.
  • Articolo 12
I diritti economici sopra enunciati devono esercitarsi in uno spirito di solidarietà tra i popoli del mondo e tenendo conto dei loro rispettivi interessi.
 
SEZIONE IV

 
DIRITTO ALLA CULTURA
  • Articolo 13
Ogni popolo ha il diritto di parlare la propria lingua, di preservare e sviluppare la propria cultura, contribuendo così all'arricchimento della cultura dell'umanità.
  • Articolo 14
Ogni popolo ha diritto alle proprie ricchezze artistiche, storiche e culturali.
  • Articolo 15
Ogni popolo ha diritto a che non gli sia imposta una cultura ad esso estranea.
 
SEZIONE V

 
DIRITTO ALL'AMBIENTE ED ALLE RISORSE COMUNI
  • Articolo 16
Ogni popolo ha diritto alla conservazione, alla protezione e al miglioramento del proprio ambiente.
  • Articolo 17
Ogni popolo ha diritto all'utilizzazione del patrimonio comune dell'umanità come l'alto mare, il fondo dei mari, lo spazio extra atmosferico.
  • Articolo 18
Nell'esercizio dei diritti sopra elencati, ogni popolo deve tenere conto della necessità di coordinare le esigenze del proprio sviluppo economico e quelle della solidarietà fra tutti i popoli del mondo.
 
SEZIONE VI

 
DIRITTI DELLE MINORANZE
  • Articolo 19
Quando un popolo rappresenta una minoranza nell'ambito di uno stato, ha il diritto al rispetto della propria identità, delle tradizioni, della lingua, del patrimonio culturale.
  • Articolo 20
I membri della minoranza devono godere senza discriminazione degli stessi diritti che spettano agli altri cittadini e devono partecipare in condizioni di uguaglianza alla vita pubblica.
  • Articolo 21
L'esercizio di tali diritti deve realizzarsi nel rispetto degli interessi legittimi della comunità presa nel suo insieme e non può autorizzare lesioni dell'integrità territoriale e dell'unità politica dello stato, quando questo si comporti in conformità con tutti i principi enunciati nella presente Dichiarazione.
 
SEZIONE VII

 
GARANZIE E SANZIONI
  • Articolo 22
Qualsiasi inosservanza delle disposizioni contenute nella presente Dichiarazione costituisce una trasgressione di obblighi verso la comunità internazionale tutta intera.
  • Articolo 23
Ogni pregiudizio derivante dall'inosservanza della presente Dichiarazione deve essere integralmente riparato da parte di colui che l'ha provocato.
  • Articolo 24
Ogni arricchimento realizzato a detrimento di un popolo in violazione delle disposizioni della presente Dichiarazione esige la restituzione dei profitti ottenuti. Lo stesso vale per tutti i profitti eccessivi realizzati attraverso investimenti di origine straniera.
  • Articolo 25
Tutti i trattati, accordi o contratti non paritari, approvati in spregio dei diritti fondamentali dei popoli non possono produrre alcun effetto.
  • Articolo 26
Gli obblighi finanziari esterni divenuti eccessivi e insopportabili per i popoli cessano di essere esigibili.
  • Articolo 25
Le violazioni più gravi dei diritti fondamentali dei popoli, soprattutto il loro diritto all'esistenza, costituiscono crimini internazionali che comportano la responsabilità penale individuale dei loro autori.
  • Articolo 28
Ogni popolo i cui diritti fondamentali sono gravemente misconosciuti ha il diritto di farli valere soprattutto attraverso la lotta politica o sindacale e anche, in ultima istanza, attraverso il ricorso alla forza.
  • Articolo 29
I movimenti di liberazione devono poter accedere alle organizzazioni internazionali e i loro combattenti hanno diritto alla protezione del diritto umanitario di guerra.
  • Articolo 30
Il ristabilimento di diritti fondamentali di un popolo, quando essi sono gravemente misconosciuti, è un dovere che si impone a tutti i membri della comunità internazionale.
 
 

 

Convenzione Internazionale
sui Diritti Dell'infanzia


 
Approvata dall'
Assemblea Generale delle Nazioni Unite
il 20 novembre 1989
 
  • Articolo 1
Ai sensi della presente Convenzione s'intende per fanciullo ogni essere in età inferiore ai diciotto anni a meno che secondo leggi del suo Stato, sia divenuto prima maggiorenne.
  • Articolo 2
Gli Stati parti si impegnano a rispettare i diritti che sono enunciati nella presente Convenzione ed a garantirli ad ogni fanciullo nel proprio ambito giurisdizionale, senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, del fanciullo o dei suoi genitori o tutori, della loro origine nazionale, tecnica o sociale, della loro ricchezza, della loro invalidità, della loro nascita o di qualunque altra condizione.
 
Gli Stati parti devono adottare ogni misura appropriata per assicurare che il fanciullo sia protetto contro ogni forma di discriminazione o di sanzione motivata dallo status, le attività, le opinioni espresse o il credo dei suoi genitori, dei suoi tutori o di membri della sua famiglia.
  • Articolo 3
In tutte le decisioni riguardanti i fanciulli che scaturiscono da istituzioni di assistenza sociale, private o pubbliche, tribunali, autorità amministrative o organi legislative, l'interesse superiore del fanciullo deve costituire oggetto di prima considerazione.
 
Gli Stati parti si impegnano ad assicurare al fanciullo la protezione e le cure necessarie al suo benessere, tenuto conto dei diritti e dei doveri dei suoi genitori, dei tutori legali o di qualsiasi altra persona legalmente responsabile di esso, e, a tal fine, prenderanno ogni misura appropriata di carattere legislativo e amministrativo.
 
Gli Stati parti si impegnano ad assicurare che le istituzioni, i servizi e le strutture responsabili della cura e della protezione del fanciullo siano conformi ai criteri nominativi fissati dalle autorità competenti, particolarmente nei campi della sicurezza e dell'igiene e per quanto concerne la consistenza e la qualificazione del loro personale nonché l'esistenza di un adeguato controllo.
"...OMISSISS…”
  • Articolo 5
Gli Stati parti rispettano le responsabilità, i diritti ed i doveri dei genitori o, all'occorrenza, dei membri della famiglia allargata alla comunità, secondo quanto previsto dalle usanze locali, dai tutori o dalle altre persone legalmente responsabili del fanciullo, di impartire a quest'ultimo in modo consono alle sue capacità evolutive, l'orientamento ed i consigli necessari all'esercizio dei diritti che gli riconosce la presente Convenzione.
"...OMISSISS…”
  • Articolo 8
Gli Stati parti s'impegnano a rispettare il diritto del fanciullo di conservare la propria identità, nazionalità, nome e relazioni familiari, quali riconosciuti per legge, senza interferenze illegali.
 
Se il fanciullo viene illegalmente privato degli elementi costituivi della sua identità o di alcuni di essi, gli Stati parti forniranno adeguata assistenza e tutela affinché venga sollecitamente ristabilita la sua identità.
"...OMISSISS…”
  • Articolo 16
Nessun fanciullo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa o nella sua corrispondenza, né a lesioni illecite del suo onore e della sua reputazione. Ogni fanciullo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o atteggiamenti lesivi.
"...OMISSISS…”
  • Articolo 19
Gli Stati parti adotteranno ogni misura operativa di natura legislativa, amministrativa sociale e educativa per proteggere il fanciullo contro qualsiasi forma di violenza, danno o brutalità fisica e mentale, abbandono o negligenza, maltrattamento o sfruttamento, inclusa la violenza sessuale, mentre è sotto la tutela dei suoi genitori, o di uno di essi, del tutore o dei tutori o di chiunque altro se ne prenda cura.
 
Tali misure protettive comprenderanno, all'occorrenza, procedure efficaci per l'istituzione di programmi sociali miranti a fornire l'appoggio necessario al fanciullo ed a coloro ai quali è affidato nonché per altre forme di prevenzione e ai fini dì identificazione, di rapporto, di ricorso, d'inchiesta, di trattamenti e di procedimenti nei casi di maltrattamento del fanciullo di cui sopra e potranno altresì comprendere procedure d'intervento giudiziario.
  • Articolo 20
Un fanciullo che venga privato, permanentemente o temporaneamente, del suo ambiente familiare o che nel suo interesse non possa essere lasciato in tale ambiente, avrà diritto a speciale protezione e assistenza da parte dello Stato.
 
Gli Stati parti debbono garantire a tale fanciullo una forma di cura ed assistenza alternativa in conformità alla loro legislazione nazionale.
 
Tale assistenza alternativa può comprendere, tra l'altro, l'affidamento, la "kafala" prevista dalla legge islamica, l'adozione o, in caso di necessità, la sistemazione in idonee istituzioni per l'infanzia. Nella scelta di queste soluzioni, si terrà debito conto della necessità di garantire una certa continuità nell'educazione del fanciullo, nonché della sua origine etnica, religiosa, culturale e linguistica.
"...OMISSISS…”
  • Articolo 28
Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo ad avere un'educazione e, nell'ottica della progressiva piena realizzazione di tale diritto e sulla base di eguali opportunità, devono in particolare:
 
a) rendere l'istruzione primaria gratuita ed obbligatoria per tutti;
"...OMISSISS…”
 
e) prendere provvedimenti atti ad incoraggiare la regolare frequenza scolastica e la riduzione dei tassi di abbandono.
"...OMISSISS…”
  • Articolo 29
Gli Stati parti concordano sul fatto che l'educazione deve tendere a:
"...OMISSISS…”
 
c) inculcare al fanciullo il rispetto dei genitori, della sua identità, della sua lingua e dei suoi valori culturali, nonché il rispetto dei valori nazionali del paese in cui vive, del paese di cui è originario e delle civiltà diverse dalla propria;
 
d) preparare il fanciullo ad assumere le responsabilità della vita in una società libera, in uno spirito di comprensione, di pace, di tolleranza, di uguaglianza tra i sessi e di amicizia tra tutti i popoli, gruppi etnici, nazionali e religiosi, e persone di origine autoctona;
"...OMISSISS…”
  • Articolo 30
Negli Stati in cui esistono minoranze etniche, religiose o linguistiche o persone di origine autoctona, il fanciullo che appartenga ad una di queste minoranze o che sia autoctono non deve essere privato del diritto di avere la propria vita culturale, di professione o praticare religione o di avvalersi della propria lingua in comune con altri membri del suo gruppo.
"...OMISSISS…”
  • Articolo 32
Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo ad essere protetto contro lo sfruttamento economico e qualsiasi tipo di lavoro rischioso che interferisca con la sua educazione o che sia nocivo per la sua salute o per il suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale.
 
Gli Stati parti devono prendere misure di natura legislativa, amministrativa, sociale e educativa per garantire l’applicazione di questo articolo.
"...OMISSISS…”
 

Patto Internazionale
sui Diritti Economici, Sociali e Culturali



Preambolo

 
Gli Stati parti del presente Patto,
 
Considerando che, in conformità ai principi enunciati nello Statuto delle Nazioni Unite, il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali e inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;
 
Riconosciuto che questi diritti derivano dalla dignità inerente alla persona umana;
"...OMISSISS…”
 
Considerato che lo Statuto delle Nazioni Unite impone agli Stati l'obbligo di promuovere il rispetto e l'osservanza universale dei diritti e delle libertà dell’uomo;
 
Considerato infine che l'individuo, in quanto ha dei doveri verso gli altri e verso la collettività alla quale appartiene, è tenuto a sforzarsi di promuovere e di rispettare i diritti riconosciuti nel presente Patto;
 
Hanno convenuto quanto segue:
 
PARTE PRIMA

 
  • Articolo 1
Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.
...OMISSISS
PARTE SECONDA
  • Articolo 2
"...OMISSISS…”
Gli Stati parti del presente Patto si impegnano a garantire che i diritti in esso enunciati verranno esercitati senza discriminazione alcuna, sia essa fondata sulla razza, il colore, il sesso, la lingua, la religione, l'opinione politica o qualsiasi altra opinione, l'origine nazionale o sociale, la condizione economica, la nascita o qualsiasi altra condizione.
"...OMISSISS…”
  • Articolo 9
Gli Stati parti del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo alla sicurezza sociale, ivi comprese le assicurazioni sociali.
  • Articolo 10
Gli Stati parti del presente Patto riconoscono che:
 
La protezione e l'assistenza più ampia possibile devono essere accordate alla famiglia, che è il nucleo naturale e fondamentale della società, in particolare per la sua costituzione e fin quando essa abbia la responsabilità del mantenimento e dell'educazione di figli a suo carico. Il matrimonio deve essere celebrato con il libero consenso dei futuri coniugi.
 
Una protezione speciale deve essere accordata alle madri per un periodo di tempo ragionevole prima e dopo il parto. Le lavoratrici madri dovranno beneficiare, durante tale periodo, di un congedo retribuito o di un congedo accompagnato da adeguate prestazioni di sicurezza sociale.
 
Speciali misure di protezione e di assistenza devono essere prese in favore di tutti i fanciulli e gli adolescenti senza discriminazione alcuna per ragione di filiazione o per altre ragioni. I fanciulli e gli adolescenti devono essere protetti contro lo sfruttamento economico e sociale. Il loro impiego in lavori pregiudizievoli per la loro moralità o per la loro salute, pericolosi per la loro vita, o tali da nuocere al loro normale sviluppo, deve essere punito dalla legge. Gli Stati devono altresì fissare limiti di età al di sotto dei quali il lavoro salariato di manodopera infantile sarà vietato e punito dalla legge
"...OMISSISS…”
  • Articolo 12
Gli Stati parti del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo a godere delle migliori condizioni di salute fisica e mentale che sia in grado di conseguire.
 
Le misure che gli Stati parti del presente Patto dovranno prendere per assicurare la piena attuazione di tale diritto comprenderanno quelle necessarie ai seguenti fini:
 
a) la diminuzione del numero dei nati morti e della mortalità infantile, nonché il sano sviluppo dei fanciulli;
"...OMISSISS…”
 
d) la creazione di condizioni che assicurino a tutti servizi medici e assistenza medica in caso di malattia.
  • Articolo 13
Gli Stati parti del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo all'istruzione. Essi convengono sul fatto che l'istruzione deve mirare al pieno sviluppo della personalità umana e del senso della sua dignità e rafforzare il rispetto per i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali. Essi convengono inoltre che l'istruzione deve porre tutti gli individui in grado di partecipare in modo effettivo alla vita di una società libera, deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l'amicizia fra tutte le nazioni e tutti i gruppi razziali, etnici o religiosi ed incoraggiare lo sviluppo delle attività delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
 
Gli Stati parti del presente Patto, al fine di assicurare la piena
 
attuazione di questo diritto, riconoscono che:
 
a) l'istruzione primaria deve essere obbligatoria e accessibile gratuitamente a tutti;
"...OMISSISS…”
  • Articolo 14
Ogni Stato parte del presente Patto che, al momento di diventarne parte, non sia stato ancora in grado di assicurare nel territorio metropolitano o in altri territori soggetti alla sua giurisdizione, l'obbligatorietà e la gratuità dell'istruzione primaria, si impegna a elaborare ed approvare, entro due anni, un piano particolareggiato di misure al fine di applicare progressivamente, in un ragionevole numero di anni fissato dal piano stesso, il principio dell'istruzione primaria obbligatoria e gratuita per tutti.
"...OMISSISS…”
 

O.N.U. - Risoluzione 1992/65
Protezione dei Sinti e dei Rom



Commissione dei Diritti dell'Uomo del Consiglio Economico e Sociale, nella sua 48a sessione del 5 marzo 1992, ha adottato al punto 26 dell'ordine del giorno le seguenti risoluzioni:
 
1992/66 Lavori della Sottocommissione per la lotta contro le misure discriminatorie e per la protezione delle minoranze.
"...OMISSISS…”
 
La Commissione dei Diritti dell'Uomo
tenuto conto delle risoluzioni della Sottocommissione per la lotta contro le misure discriminatorie e per la protezione delle minoranze del 31/08/1977 e 1991/22 del 28/08/1991,
 
ricordando che l'Assemblea Generale, nella risoluzione 217 del 10/12/1948, con la quale ha adottato la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, ha considerato che le Nazioni Unite non possono rimanere indifferenti alla sorte delle minoranze,
 
ricordando inoltre la Convenzione Internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale ed i principi che vi sono cumulati,
 
ricordando ugualmente le sue risoluzioni 1990/13 del 23/02/1990, 1990/15 e 1940/46 del 06/03/1990,
 
avendo presente la risoluzione 39/16 dell'Assemblea Generale in data 23/11/1984, nella quale l'Assemblea invita la Commissione dei Diritti dell'Uomo a continuare a dar prove di vigilanza per identificare le situazioni esistenti o nascenti di razzismo o di discriminazione razziale, a richiamare l'attenzione su quelle che sarebbero venute meno e a suggerire i rimedi appropriati,
 
Prega il relatore speciale della sottocommissione della lotta contro le misure discriminatorie della protezione delle minoranze, incaricate di stabilire uno studio della via e dei mezzi possibili per facilitare la regolamentazione attraverso mezzi pacifici e costruttivi, di situazioni nelle quali le minoranze sono implicate, di rivolgere un’attenzione particolare, nel suo lavoro alle condizioni specifiche nelle quali vivono i Rom e i Sinti e di fornire delle informazioni su questo argomento;
 
Invita gli Stati a prendere tutte le misure volte all'eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti dei Rom e dei Sinti;
 
Invita gli Stati che lo desiderano a fare appello a questo riguardo ai servizi consultivi del Centro per i Diritti dell'Uomo.
 
Allegato I

 
Progetto di dichiarazione dei Diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali o etniche, religiose o linguistiche.
 
L'Assemblea Generale,
Riaffermando che uno degli scopi principali delle Nazioni Unite proclamati dalla Carta consiste nel promuovere ed incoraggiare il rispetto dei Diritti dell'Uomo e della libertà fondamentale per tutti, senza distinzione di razza, di lingua o di religione,
Riaffermando la sua fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità ed il valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole,
Desiderosa di promuovere il rispetto dei principi contenuti nella Carta delle Nazioni Unite, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, la Convenzione per la prevenzione e la repressione dei crimini del genocidio, la Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, la Dichiarazione sull'eliminazione di tutte le forme di intolleranza e di discriminazione fondate sulla religione o sul credo e la Convenzione relativa ai diritti del bambino, così come per altri strumenti internazionali che sono stati adottati sul piano universale o regionale ed in quelli che sono stati conclusi tra diversi Stati membri dell'Organizzazione delle Nazioni Unite,
Ispirandosi alle disposizioni dell'articolo 24 del piano intenzionale relativo ai diritti civili o politici concernenti i diritti delle persone appartenenti alle minoranze etniche, religiose o linguistiche,
Considerando che la promozione e la protezione dei diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali etniche, religiose e linguistiche contribuiscono a stabilire politiche sociali negli Stati in cui vivono,
Sottolineando che la realizzazione e la costante promozione dei diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali ed etniche, religiose e linguistiche, che sono parti integranti del progresso della società nel suo insieme e s'iscrivono in un quadro democratico fondato sulla legalità, contribuirebbero al rinforzo dell'amicizia e della cooperazione tra i popoli e gli stati,
Considerando che le Nazioni Unite hanno un ruolo importante da giocare in ciò che concerne la protezione delle minoranze, avendo in vista i lavori finora compiuti in seno al sistema delle Nazioni Unite, in particolare a cura della Commissione per i diritti dell'Uomo, della Commissione per la lotta contro le misure discriminatorie e per la protezione delle minoranze attraverso gli organi creati in applicazione delle disposizioni dei Patti Internazionali relativi ai Diritti dell'Uomo in vista di promuovere e di proteggere i diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche,
Tenuto conto dell'importante lavoro effettuato dalle organizzazioni intergovernative e non governative per ciò che riguarda la protezione delle minoranze e di promuovere e di proteggere i diritti di persone appartenenti a minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche,
Cosciente della necessità di assumere un'azione ancora più efficace degli strumenti internazionali relativi ai diritti dell'uomo per ciò che riguarda i diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali, etniche, religiose e linguistiche,
Proclama la presente Dichiarazione dei diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali o etniche, religiose o linguistiche.
 
Articolo I

 
Gli Stati proteggono l'esistenza e l'identità nazionali o etnica, culturale, religiosa e linguistica delle minoranze sui loro territori rispettivi e favoriscono l'instaurazione di condizioni adatte a promuovere questa identità.
Gli Stati adottano misure legislative, o altro, necessarie a pervenire a questo fine.
 
Articolo 2

 
Le persone appartenenti a minoranze nazionali o etniche, religiose linguistiche (qui di seguito definite persone appartenenti a delle minoranze) hanno diritto di godere della loro cultura, di professare e di praticare la loro religione e di utilizzare la loro lingua, in privato ed in pubblico, liberamente, senza ingerenza né alcuna discriminazione.
Le persone appartenenti a delle minoranze hanno diritto di partecipare pienamente alla vita culturale, religiosa, sociale, economica e pubblica.
Le persone appartenenti a delle minoranze hanno diritto di prendere parte attiva alla politica a livello nazionale e, se richiesto, a livello regionale, alle decisioni che concernono le minoranze alla quale essi appartengono o le regioni nelle quali vivono secondo modalità che non siano incompatibili con la legislazione nazionale.
Le persone appartenenti a delle minoranze hanno il diritto di creare e gestire delle loro associazioni.
Le persone appartenenti a delle minoranze hanno il diritto a stabilire e mantenere, senza alcuna discriminazione, contratti liberi e pacifici con altri membri del loro gruppo e con le persone appartenenti ad altre minoranze, così come i contatti al di là delle frontiere con cittadini di altri Stati a cui essi sono legali per la loro origine nazionale, o etnica o per la loro appartenenza religiosa o linguistica.
 
Articolo 3

 
Le persone appartenenti a delle minoranze possono esercitare i loro diritti, in particolare quelli che sono enunciati nella presente Dichiarazione, individualmente o comunitariamente con gli altri membri del loro gruppo, senza alcuna discriminazione.
L'esercizio o il non-esercizio dei diritti enunciati nella presente Dichiarazione non deve comportare degli svantaggi per tutte le persone appartenenti ad una minoranza.
 
Articolo 4

 
Gli Stati devono prendere delle misure per garantire alle persone appartenenti a delle minoranze l'esercizio integrale ed effettivo di tutti i Diritti dell'Uomo e di tutte le libertà fondamentali, senza alcuna discriminazione e nelle condizioni di piena uguaglianza davanti alla legge.
Gli Stati devono prendere delle misure per creare delle condizioni idonee a permettere alle persone appartenenti a delle minoranze di esprimere le loro particolarità e di sviluppare la loro cultura, la loro lingua, le loro tradizioni ed i loro costumi, salvo nel caso di pratiche specifiche che costituiscono un'infrazione alla legislazione nazionale e sono contrari alle norme internazionali.
Gli Stati dovrebbero prendere misure appropriate dappertutto dove sia possibile le persone appartenenti a delle minoranze abbiano la possibilità di apprendere la loro madre lingua o di ricevere un'istruzione nella loro lingua.
Gli Stati dovrebbero, all'occorrenza, prendere delle misure in campo educativo al fine di incoraggiare la coscienza della storia, delle tradizioni, delle lingue e della cultura delle minoranze che esistono sul loro territorio. Le persone appartenenti a delle minoranze dovrebbero avere la possibilità di imparare a conoscere la società nel suo insieme.
Gli Stati dovrebbero prevedere misure appropriate perché le persone appartenenti a delle minoranze possano partecipare pienamente al progresso e allo sviluppo economico del paese.
 
Articolo 5

 
Le politiche ed i programmi nazionali devono essere elaborati e messi in opera tenendo conto degli interessi legittimi delle persone appartenenti a delle minoranze.
Dovrebbero essere elaborati programmi di cooperazione e di assistenza tra Stati, messi in opera tenendo dovutamente conto degli interessi legittimi delle persone appartenenti a delle minoranze, in particolare per lo scambio di informazioni e dati esperienziali al fine di promuovere la mutua comprensione e la fiducia.
"...OMISSISS…”
 
Articolo 7

 
Gli Stati dovrebbero cooperare al fine di promuovere il rispetto dei diritti enunciati in questa Dichiarazione.
 
Articolo 8

 
Nulla nella presente Dichiarazione andrà contro il compimento degli obblighi internazionali degli Stati riguardo delle persone appartenenti a delle minoranze.
In particolare, gli Stati devono assolvere di buon grado gli obblighi e gli impegni che hanno assunto a titolo dei trattati e degli accordi internazionali ai quali hanno preso parte.
L'esercizio dei diritti enunciati nella presente Dichiarazione non porterà alla violazione del godimento dei Diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali universalmente riconosciute da parte di tutte le persone.
Le misure prese dagli Stati al fine di garantire il godimento effettivo dei diritti enunciati nella presente Dichiarazione non devono, a prima vista, essere considerati contrari al principio dell'uguaglianza contenuta nella Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo.
Alcune delle disposizioni della presente Dichiarazione non sarà interpretata come autorizzazione ad attività contrarie agli scopi ed ai principi delle Nazioni Unite, in ivi compresa l'uguaglianza, l'integrità territoriale e indipendenza politica degli Stati.
 
Articolo 9

 
Gli organi e le istituzioni specializzate del sistema delle Nazioni Unite contribuiranno alla piena realizzazione dei diritti e dei principi enunciati nella presente Dichiarazione, nel campo delle loro rispettive competenze.
 

 
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