Oggi in Italia i Sinti e i Rom, denominati “zingari” e “nomadi”
in maniera dispregiativa ed etnocentrica, sono ancora oggetto di
discriminazione, emarginazione e di segregazione. La
discriminazione è estesa a tutti i campi, nel pubblico e nel
privato, pertanto l’emarginazione e la segregazione economica e
sociale dei Sinti e dei Rom si trasforma in
discriminazione etnica (Raccomandazione n.1557/2002 del
Consiglio d’Europa).
In
Italia le molteplici Comunità Rom e Sinte non sono riconosciute
ne come Minoranze Etniche Linguistiche ne come Minoranze
Nazionali e pertanto non beneficiano dei diritti che questi
status prevedono.
Le politiche sociali rivolte alle popolazioni Sinte e Rom
tendono apertamente all’inclusione sociale, all’integrazione,
all’assimilazione. Rare sono le realtà dove le comunità sinte e
rom sono considerate protagoniste sociali pensanti e dove sono
attuate politiche di interazione, di partecipazione diretta e di
mediazione culturale.
L’Italia nega ai Sinti e ai Rom l’applicazione della Carta
Europea sulle Minoranze Etnico Linguistiche che tutela le lingue
minoritarie e nega la Convenzione Quadro per le Minoranze
Nazionali. I Sinti e i Rom Italiani vedono in molti casi negato
il diritto alla residenza, il diritto alla sanità, il diritto
alla scuola, il diritto al lavoro.
In Italia si costruiscono ancora i “campi nomadi”, luoghi di
segregazione che concentrano gli individui contro la loro
volontà. In Italia la maggioranza dei Comuni ha emanato delle
ordinanze di “divieto di sosta ai nomadi” che, in palese
contrasto con il dettato costituzionale (articolo 16) e della
legislazione a contrasto delle discriminazioni razziali, negano
il diritto di circolare e soggiornare liberamente sul territorio
nazionale ai soli Cittadini Italiani riconosciuti come “nomadi”
o “zingari”.
In questa situazione drammatica i Rom provenienti da Bosnia,
Confederazione Yugoslava, Croazia, Romania, Polonia, Albania,
Ungheria e Bulgaria subiscono oltremodo politiche
discriminatorie, emarginanti e segreganti. Famiglie intere
scappano dai loro paesi d’origine per i conflitti etnici e le
guerre civili e l’Italia nega loro i più elementari diritti.
Segregati nei “campi nomadi” delle grandi città italiane, e non
solo, i Rom Europei vivono situazioni inumane senza acqua, luce,
servizi igienici e sono costretti a mendicare per le strade il
sostentamento giornaliero.